
III. L’incidente Paôla Itagyba – parte 1
11 novembre, 2006Autore: Orlando Tosetto Jr.
Tradotto per Sérgio Mendes
Paôla Itagyba aveva tredici anni e si preparava per cantare «Enseñame» alla festa della sua scuola per la festa di San Giuseppe¹. Lei era in piedi su un piccolo palcoscenico alzato nei fondi del campo da gioco, dietro cui, strategicamente messo, era un karaoke, e se tu, lettore, fossi lì e sguardasse appunto verso la giovane Paôla – splendidamente vestita di tulle rosa, usando un cappello di fata ed il viso con lustrini anche rosa -, vederesti, a tua sinistra, i tre scalini per il pubblico pieni zeppi di padri e figli. Vedresti, proprio perché sarebbe impossibile non percepire tutti quei signori in bermuda, i telefonini con camera e le macchine da presa per registrare quel momento indimenticabile.
Paôla aveva concertato tutti i giorni negli ultimi due mesi. Ingrassava ambizioni artistiche: uno dei suoi più cari sogni era quello di essere la star di una novella per la televisione o serie per adolescenti. Lei aveva letto molte biografie di piccoli artisti, della sua età e sapeva che molti furono scoperti per accidente, in festine di scuola o di nozze, in panneterie, in negozi di vestiti. Era una buona performace, un po’ di sorte, il cielo era in fatti, il limite. Può dirsi che tentava lì il suo destino.
Dopo, qualcuno argumentò che l’improvabile incidente che vittimò era già anticipato nel testo della canzone, la cui diceva proprio così: «enseñame/a quiererte un poco más/y a estar contigo/el amor que tu me dás/desvanece el frío/quiero verte ya»². Non è affatto apropriata per la festa dei padri; l’amore che fa svanire il freddo espressa un’altra relazione che non quella filiale. Quindi la sua inadequazione prefaziale, di qualunque maniera imponderabile, l’incidente: magari un immaginario meccanismo universale di compensi avesse punito quello che gli ha parso un’indecorosa insinuazione di incesto.
Magari. L’imponderabile, in ogni caso non c’è il peso che gli danno. Anche a nessuno in quella scuola gli venisse di estabilire tali relazioni. Ma quello che ci importa è che appena finirono le note della chitarra che faceva l’introduzione, e giusto nel attimo che la mandibola di Paôla si aprì per articolare la prima parola, fu presa appunto in quella articolazione da un mattone gettato dall’assistenza.
Continua.
(1) il dia dos pais non è commemorato in Italia come lo fanno in Brasile. La data più prossima a quello che conosciamo sarebbe la festa di San Giuseppe ma, mi par che non abbia la stessa commemorazione che facciamo noi brasiliani.
(2) testo di una canzone di un certo gruppo adolescente messicano (?): «Insegnami/a volerti un po’ più/e ad essere con te/l’amore che tu me lo dai/discioglie il freddo/voglio vederti adesso».
L’originale in portoghese.